IL BLOG DI ALE

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- Che ne dici di non farci troppe domande e andarcene a letto?
- Va bene. Ma andiamo a letto e basta.
- Come sarebbe a dire e basta?
- Sarebbe a dire nient'altro che dormire.
- E l'Amore?
- Oh, che ti sei messo in testa?
- Niente, solo che pensavo...
- Pensavi un cazzo. Non cerdevi mica che con questa stroria della luce...
- Io ci ho provato.
- Bhe, ti è andata male, me ne sbatto delle luci, io.
- Ma io ti amo.
- Vallo a dire a qualcun' altra
- Ma io ti amo veramente.
- E io no.
- Nemmeno un po'?
- Senti, non rompere e spe
gni la luce.

(Un amore dell'altro mondo, Tommaso Pincio)

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La vita - è il solo modo 
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia, 
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno una volta 
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba,
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.

Wislawa Szymborska 
 

 

 

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Xmas time
lunedì, 22 dicembre 2008

Lo sento in pieno il Natale quest’anno. Non che di solito passi inosservato per me, ma stavolta è come se fossi più sensibile in tutto. Il freddo lo sento di più, la voglia di cioccolata la sento di più, la frenesia dell’ “organizziamo qualcosa per stare tutti insieme” la sento di più, ma soprattutto la nostalgia, la sento di più. Di tutti quelli che mancano all’appello, dei Natali da bambina quando c’era papà che ti portava in macchina a Benevento e per strada tu vomitavi o magari le ore di viaggio si raddoppiavano perchè c’era la neve, quando tu e tuo fratello vi mettevate a fare i giochetti e immaginavate che nel retro del poggiatesta dei sedili anteriori ci fosse una tv (cosa che oggi esiste ma allora era fantascienza) e le ore volavano, ma anche quelle passate a chiedere ogni cinque minuti “siamo arrivati? Quanto manca?” con tanta pazienza di mamma e papà che rispondevano tutte le volte. L’infelicità degli altri la sento di più, mi viene da piangere a pensare a tutti quelli che una famiglia non ce l’hanno, a vedere le persone anziane che si trascinano per la strada, a guardare quanto siamo indifferenti. E sento di più la mancanza di tutte quelle persone a cui non posso fare gli auguri. E se poi si inonda tutto di bianco tu pensi “la neve se ne frega”. Quello che speri è di starne fuori ma poi i tuoi stivali marroni ci affondano dentro. La neve se ne frega perchè non sa. Cade e copre tutto e basta. I fiocchi sono tutti diversi. Diversi e perfetti, come i ricordi. Non importa cosa c’è ora. Non conta se quello che vivi è bello o brutto. Se tornano, tornano. Non esiste preoccupazione ne’ compromesso. Non si scende a patti con i ricordi, ne’ con l’amore. Ma se il mio ricordo è in un luogo, dov’è quello della persona che ricordo? Ho la superba e inevitabile necessità si essere ricordata. Se ti dimentichi di me rubi un pezzo di me stessa. Mi respiri per poi soffiarmi via. Mi mangi e mi vomiti. Mi cuci e mi strappi. Mi leggi e non mi capisci. Mi guardi e non mi vedi. Mi tocchi e non mi senti.

 

Perchè la neve se ne frega, ma io no.

Boddhale | [ commenti (1)? ]

 
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