IL BLOG DI ALE

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- Che ne dici di non farci
troppe domande e andarcene a letto?
- Va bene. Ma andiamo a letto e basta.
- Come sarebbe a dire e basta?
- Sarebbe a dire nient'altro che dormire.
- E l'Amore?
- Oh, che ti sei messo in testa?
- Niente, solo che pensavo...
- Pensavi un cazzo. Non cerdevi mica che con questa stroria della luce...
- Io ci ho provato.
- Bhe, ti è andata male, me ne sbatto delle luci, io.
- Ma io ti amo.
- Vallo a dire a qualcun' altra
- Ma io ti amo veramente.
- E io no.
- Nemmeno un po'?
- Senti, non rompere e spegni
la luce.
(Un amore dell'altro mondo, Tommaso Pincio)
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La vita - è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba,
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.
Wislawa Szymborska
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Mi distraggo…solo un momento
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Pronuncia di decadenza
Ci vuole un sacco di pazienza
Diritto amministrativo
Il capitolo conclusivo
Perché Ale è scoppiata…
Ho una foto ben stampata nella testa. In quella foto c’ero io in costume nell’acqua. Sullo sfondo il mare. Nelle ore in cui il sole brilla di più sulla sua superficie. Cosi’ si vedono tante piccole scintille, che con il movimento delle onde sembrano brillare. Io sono di profilo. E quasi si vede solo la mia sagoma per via della luce. Anche se quel costume è coloratissimo. Però lo so solo io. E lo sai tu che mi hai scattato la foto.
E mi vengono in mente tante altre cose. Quella pelle bruna. La pazienza infinita di stare con me.
E la voglia comunque di stare con me.
E il silenzio delle prime ore del pomeriggio in una casa addormentata dove solo io sono sveglia.
E i tuffi. E il tuo “lo vuoi un gelato?”. La tua voglia di mettermi sempre davanti all’obiettivo e io che non ci voglio stare perché mi annoia e perché non mi piaccio.
Ma c’è quella foto con me nel mare che ancora mi ricordo. Avrò avuto non più di otto anni.
C’è chi non capisce perché ancora mi incanto a vederlo brillare.
Fammi una foto da lassù adesso, papà.

Cos’è accaduto al mare, mi dico? il mare è qui, rispondo, nel magazzino della memoria. Il mare è un mito. Non è mai esistito. E invece c’era! Lo so perché sono nato sulle sue sponde, mi sono bagnato nelle sue acque!...Eppure sorrido, perché ho ancora il salino nel sangue, e la terra, con tutte le sue strade, non riuscirà a confondermi, perché il mio sangue tornerà alla sua sorgente.
“Chiedi alla polvere”, John Fante
Alla domanda “ci accampiamo con le tende sul fiume?” all’inizio non ero proprio entusiasta ma poi mi ci sono presa bene, e allora prepara la borsa, cibo e costume (per l’ennesima volta)!Domenica c’era il sole, appena arrivati eravamo tutti contenti, ci siamo montati le tende sotto la pineta, le amache, la simil-zona-giorno dove abbiamo messo tavolino e cibarie.Che bello, l’idea del campeggio mi piace, Ale in versione scazzatissima si trova a suo agio…tranne per il bagno improvvisato nella natura, eh vabè!Il sole picchiava forte e l’acqua del fiume era gelida, ma questo non ci ha comunque impedito di fare il bagno (a parte i sassi che dio mio che male che fanno sotto ai piedi).Fatto sta che tutti felici e contenti ce ne torniamo all’accampamento quando…dopo un po’ vedo la mia amica che si prova un mio costume…c’era qualcosa di strano in questo, visto che il costume l’avevo messo nella valigia parcheggiata momentaneamente in macchina.L’unica soluzione era che mi avesse sgarfato nella valigia, cosa che non mi avrebbe dato nessun fastidio ma pareva troppo strana. Mi avvicino alla macchina e…qualcuno era stato lì’ e aveva tirato fuori tutto, aperto tutte le borse, gli astucci e aveva buttato tutto alla rinfusa. Cazzo, ma neanche in vacanza si può stare 2 ore in pace?? Insomma bottino: 1 bancomat, 1 macchina fotografica, 1 lampada da campeggio…e pensare che sono entrati nelle tende e le hanno anche ben richiuse con la zip! Serata impanicata dove ogni rumore che sentivo credevo fosse qualcuno…più che altro perché eravamo praticamente gli unici con la tenda su tutto il fiume e la cosa è fica sì, ma la notte ti prendi pure un po’ male…Per concludere in bellezza il giorno dopo ha diluviato e siamo scappati via nel pomeriggio. Conclusioni della vacanza:
- dubita di tutti e guarda tutti con sospetto (anche il signore di Roma con cui avevamo fatto conoscenza e che quando veniva a salutarci stava 3 ore a parlare perché secondo me voleva scappare da casa visto che si stava separando)
- ogni giorno che ti siedi sulla tazza trattala con rispetto, perché se ti venisse a mancare la rimpiangeresti amaramente
- improvvisare una doccia con una tanica non è cosa facile, ti servono almeno due braccia in più
- per fare fuoristrada sul letto del fiume e non affondare non frenare mai e accelera sulla melma
Bene, e anche per stavolta ho imparato qualcosa.

Guardami bene
Scorri con gli occhi tutto di me
Guardami dentro
E fammi sentire diversa
Memorizza come sono adesso
E ricordamelo quando te lo chiederò
Consuma la mia immagine
Corrodimi i bordi
Guardami adesso
Assaggia i miei colori
Guardami tu con i miei occhi ora
E cerca di non andare via
Guardami ancora finchè te lo chiederò
Accentua le ombre e sfoca l’immagine
Credimi sempre
E credi alle mie bugie
Gioca con i miei capelli
Ed entrami negli occhi finchè puoi
Baciami la pelle
E disegnaci sopra
convincimi che sono bella
finchè non ti crederò
Le vacanze in montagna non mi sono mai piaciute. Però stavolta non è stato così male. Forse è proprio l’idea della montagna che non mi piace. O forse SOLO l’idea, comunque fatto sta che mi è sembrato di prendere una boccata fresca, almeno a tratti.
Bressanone è carina, e potrei definirla “a portata di Ale”, ovvero piccola abbastanza perché non ci si possa perdere. La prima volta che sono andata a farmi un giro da sola non sapevo dove stavo andando e infatti mi sono stupita di essere riuscita anche a tornare indietro da dove ero venuta! Fantastico per una persona con una capacità di orientamento praticamente nulla. L’università di Bolzano devo dire che è veramente bella, altro che la nostra. L’unica pecca però è il fatto che non ho potuto usare la wireless…e pensare che ero già lì bella pronta col mio pc e l’acquolina in bocca. Altra pecca…la mensa (ci siamo stati solo una volta visto che un pasto veniva la bellezza di più di 7 euro). Però stare nell’aula studio non è niente male, quando si dice che una bella architettura vuol dire tanto…
Per cominciare bene, già la seconda sera mi sono presa una sbronza colossale…anzi potrei definirla la mia prima vera Sbronza con la s maiuscola. Non so neanche la quantità di roba che ho ingurgitato tra grappe, Montenegro e Pampero pera senza la pera (perché chi beveva la pera per primo doveva pagare il giro)…so solo che ho retto tutto finchè non mi sono alzata dalla sedia. Poi mi ricordo che per strada sono caduta un po’ di volte, ma soprattutto non mi ricordo quando sono arrivata a casa e quando mi hanno messo il pigiama. Il bagno però lo ricordo bene, e anche l’amica padella che fino alle 5 e mezza mi ha fatto compagnia. La mattina dopo ero ancora piegata in due. Fatto sta che ho deciso di non bere più per il resto della vacanza. La cosa positiva è che la mia pancia il giorno dopo era piatta come una tavola e mi si vedevano le ossa.
I castelli in giro per l’Alto Adige sono bellissimi. E vecchissimi. Infatti le stradine per raggiungerli credo fossero vietate a persone troppo anziane rischio infarto. Anche le cascate lì vicino erano stupende. Essere sospesi su una voragine nel marmo scavata dall’acqua in non so quanto tempo ha un fascino tutto suo.
La gente dell’università di Padova sembra venire da un altro mondo. Anzi più che di Padova direi di Giurisprudenza. I ragazzi usano i mocassini…quelle scarpe che da noi sono considerate “da sfigato” però chissà quanto saranno costate. E le ragazze sembrano venire da una sfilata di moda. O almeno io quando esco la sera sono meno elegante di loro quando vanno a lezione. Ok, avrò dei pregiudizi. Certo, non sono tutti così, meno male! Il fatto è che gli unici che consideravo simpatici erano due terroni, a conferma della regola che i terroni sono ovunque…e poi mi fanno sentire un po’ a casa. I padovani più forti comunque ce li avevo in appartamento e almeno lì mi è andata bene!
Insomma non è andata male, a parte che sarò ingrassata per tutto quello che ho mangiato e sono pallida perché non ho preso sole…la montagna in fondo non è male…ora però me ne andrei volentieri qualche giorno al mare.
