IL BLOG DI ALE

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- Che ne dici di non farci troppe domande e andarcene a letto?
- Va bene. Ma andiamo a letto e basta.
- Come sarebbe a dire e basta?
- Sarebbe a dire nient'altro che dormire.
- E l'Amore?
- Oh, che ti sei messo in testa?
- Niente, solo che pensavo...
- Pensavi un cazzo. Non cerdevi mica che con questa stroria della luce...
- Io ci ho provato.
- Bhe, ti è andata male, me ne sbatto delle luci, io.
- Ma io ti amo.
- Vallo a dire a qualcun' altra
- Ma io ti amo veramente.
- E io no.
- Nemmeno un po'?
- Senti, non rompere e spe
gni la luce.

(Un amore dell'altro mondo, Tommaso Pincio)

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La vita - è il solo modo 
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia, 
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno una volta 
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba,
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.

Wislawa Szymborska 
 

 

 

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Vediamo se c'è qualcuno che sa cosa sto leggendo.
martedì, 26 settembre 2006

Era successo spesso ultimamente, e non c’era molto da fare. Bisognava solo stare lì e incassare finchè si stufavano. Il difficile era trovare qualcosa da fare nel frattempo, un modo di essere e di apparire. Marcus ultimamente aveva iniziato a farsi degli elenchi mentali; sua mamma aveva un gioco in cui avevi dei cartoncini con su delle categorie, “Dolci”, ad esempio, e tu dovevi indovinare quali dodici tipi di dolci avevano gli avversari sul cartoncino, e poi toccava agli altri indovinare cosa avevi sul tuo cartoncino, magari per la categoria “Squadre di calcio”. Lì non poteva giocarci perché non aveva i cartoncini e perché non c’era un’altra squadra, ma giocava una variante: pensava a una categoria che offriva tanti esempi diversi come “Frutta”, e cercava di farsi venire in mente quanti più frutti possibili prima che lo scocciatore di turno se ne andasse.
“Barrette di cioccolata”: Mars, ovviamente. Snickers. Bounty. Ce n’erano anche col gelato? Non gli venivano in mente. Kit-Kat, no.Twix, no.

 A volte dobbiamo “starci dentro”, si dice così, no?
Mi piace il passaggio di un libro che sto leggendo che forse un po’ lo spiega.
Nonostante quello che ti succede attorno, tu con te stesso ci devi stare, bene o male.
Devi starci punto e basta. Perché come dice Freccia,

Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merx.”

Boddhale | [ commenti (12)? ]


Ho imparato che starmi vicino è una delle fatiche di Ercole.
lunedì, 25 settembre 2006

Ho scoperto di essere insopportabile. Bhe, in fondo non è che ci volesse molto, infatti nutrivo già dei sospetti. Possono girarmi le scatole in meno di due secondi, e senza motivo!
Divento cattiva quando io cattiva non lo sono di natura. Cago le persone meno di zero, quelle che mi vogliono più bene. Le butto fuori dalla porta.
E questo perché? Ma certo, perché sono una Maledetta Stronza Nevrotica.
Poi mi sento dannatamente in colpa.
Ma sono davvero io questa? Sì, credo di sì.
Rischiando di perdere qualcosa, rischiando incazzature e tutte le conseguenze che ci possono essere non mi pongo nessun problema, perché sul momento sono troppo presa dal mio essere incavolata a morte con non so chi se non con me stessa che me ne strafrego.
E poi sopraggiunge la paura matta di aver rovinato qualcosa.
Ma c’è sempre chi mi sorride.
E non si accorge mai di quanto non me lo merito.

Boddhale | [ commenti (4)? ]


Sono in preda alla crisi pre-corso.
sabato, 23 settembre 2006

Ho dato un occhio agli orari che mi attendono dall’inizio di ottobre. Cinque corsi. Di cui due tenuti dallo stesso professore (e non vi dico di che pesantezza) e che tratteranno di cose simili già più o meno viste, uno di diritto (che credo salterò), uno di impianti e un laboratorio dal nome lunghissimo che non si capisce cosa sarà.
Dal lunedì al venerdì, quattro ore la mattina, due per la pausa pranzo, quattro ore il pomeriggio.
Dai miei calcoli oltre a seguire tali maestosi corsi dovrò anche preparare l’ultimo esame (cosa che sto cercando di fare da tre settimane e non so se è per questo che sono stata così male) e pensare ad una tesi che nella mia testa ancora non si degna di farsi vedere. Io dico…manifestati oh ispirazione dell’ultimo momento che mi salverà il popò! L’unica cosa che mi è venuta in mente di fare ora è di chiedere consiglio al mio prof, che mi vuole tanto tanto bene visto che io sono Donna!(con la d maiuscola) e spero mi illumini d’immenso.
In tutto questo poi mi sono accorta che non riuscirò più a seguire il mio corso di aerobica-step-tonificazione che tanto mi ha giovato in questi anni. Cioè invece che andarci tre volte alla settimana potrei seguire solo una lezione. Inutilmente inutile. Ingrasserò.
Poi però ho anche pensato che nella pausa pranzo potrei dedicarmi a cose che esulano completamente dall’atto di nutrire il proprio corpo. Questo perché andare in mensa vorrebbe dire sprecare tempo prezioso. E tra l’altro la MIA tessera della mensa ora è a Roma. Assieme a tantissime altre cose. Non so dove. Forse in un cassonetto. Forse in qualche angolo dimenticato della città. O forse su un treno che viaggia per l’Italia e chissà se prima o poi verrà a trovarmi. In definitiva pure se volessi non mi converrebbe.
Conclusione: evitando la mensa e magari andando a correre la sera potrei risolvere il problema palestra. Ma forse cercherò un corso alternativo.
Accrescerò la mia cultura?
Riuscirò a finire in tempo?
Mi laureerò per gennaio?
Tutte queste domande dovranno avere una risposta.
L’unica cosa che so di certo è che diventerò nevrotica molto ma molto presto!

Boddhale | [ commenti (2)? ]


Come procede il mio esilio?
giovedì, 21 settembre 2006

Aggiornamento sulle mie condizioni fisiche ( e quindi anche psico-fisiche-mentali).
L’altro giorno ho DOVUTO chiamare la dottoressa. Diciamo pure che io i medici li odio.
Ma sarà stato il fatto che ho passato una notte a meditare di farmi di antidolorifici, a piangere nel letto perché non ho chiuso gli occhi un minuto, a vedere casa Keaton (che mi ero dimenticata fosse mai esistita nell’universo dei serial-tv), insomma mia mamma mi fa “Chiama la dottoressa e convincila a visitarti!”. Certo, perché dovevo anche “convincerla” visto che il più delle volte sembra che voglia lasciarti morire. A parte che avevo una voce da cane bastonato e la lacrima facile, avevo persino paura che al telefono non riuscisse a capire una mazza di quello che stavo dicendo.
Fortunatamente la telefonata è stata semplice e addirittura, dopo avergli detto che avevo anche la febbre, si è offerta di visitarmi a casa! Saranno le mie doti persuasive? O forse più probabilmente l’avrà convinta la mia voce distrutta che sembrava mi mettessi a frignare da un momento all’altro.
Insomma, doveva passare in mattinata, entro l’una. Il che vuol dire che mi visita all’una e dieci.
Sentenza: tonsillite. Wow! Non l’avevo mai avuta…che emozione. Forse la peggior cosa che abbia mai avuto. Prendi gli antibiotici. “In bustine per favore perché io le pillole faccio fatica a inghiottirle, poi con ‘sta gola sicuro che non combino”. Bustine aggiudicate. Una cosa ancora. Se non passa con gli antibiotici è mononucleosi, quindi preparati a stare un tre settimane chiusa in casa.
“Ommioddio”. Sì, perché deve passare da sola. “Ok, grazie tante”.
In questi giorni ho mangiato: purè di patate, patate lesse schiacciate, stracchino, fiocchi di latte, philadelphia, passato d verdura, yogurth, gelato, budino, semolino.
Insomma se oltre alla alla tonsillite avessi sofferto anche di disturbi intestinali non avrei potuto mangiare nulla visto che la maggior parte delle cose sono latticini. Fortunatamente la sfiga sembra si sia fermata perché dopo due giorni di antibiotici sto mooooolto meglio.
Eh si, e mi devo sbrigare perché sono gli ultimi giorni di vacanza e qua sto perdendo tempo prezioso!

Boddhale | [ commenti (3)? ]


Me lo spiegate voi perché ho la broncospasmocatarrotracheite?
sabato, 16 settembre 2006

Domani potrei schiattare. Domani è un altro giorno e ogni giorno porta con sé una sorpresa.
Sono più o meno due settimane che mi sveglio la mattina per scoprire che bel regalino mi ha portato la nottata.
In ordine ho avuto:
Raffreddore allergico causato da polvere.
Raffreddore allergico causato da graminacee.
Raffreddore allergico causato da pelo di gatto.
Asma causata da pelo di gatto.
Tosse.
Qualche linea di febbre.
Fastidio alla pelle (a me quando ho la febbre diventa ipersensibile, non so se sono strana io o è normale come cosa).
Mal di stomaco con senso di nausea perenne (qualunque odore mi dava fastidio, anche i profumi…la domanda di mia madre “ma non sarà un altro tipo di nausea?” come ti tira su tua madre non ha prezzo, per tutto il resto c’è mastercard).
Dolore al collo che non potevo girarmi e andavo in giro come una deficiente.
Mal di gola che mi da fastidio deglutire e persino sbadigliare.
Ora faccio anche fatica a respirare col naso perché sono tutta tappata.
Mi avvio alla mia fine.
Ma con calma.

Boddhale | [ commenti (2)? ]


Riflettiamo un po’ su un male che affligge il nostro mondo, le Barbie idiote!
venerdì, 08 settembre 2006

Ieri sera (pizza gigantesca davanti a me e divano comodo comodo) mi accingo a guardare la cazzata del secolo ovvero il nuovo realiti sciò “La pupa e il secchione”.
Tale accoppiata come dice la Fra sul suo blog è un esempio della coppia “luce riflessa”.
Entrano in sala avvolte da vestitini succinti, sculettando e sorridendo, una marea di ragazzine truccatissime convinte di essere il sogno erotico del maschio medio italiano.
Belle. Più o meno tutte. A parte una che proprio non vi dico, aveva la faccia schiacciata e il naso tirato all’ingiù e appuntito, una cosa obbrobriosa e lasciamo perdere la voce da bambina misto oca giuliva che mancava solo che dicesse “eh si io ho questa voce cucci cucci perché sono stupidaaaa”, il tutto aspirato che per sentirla poi dovevi andare vicino vicino fino a che non ti si spiaccicava il naso contro lo schermo e allora potevi convincerti ancora di più di quanto fosse brutta. Alla domanda “”Che uomo cerchi?” risponde “ricco”.
Sempre tale donna bionda stupida dopo 5 minuti che era stata portata a dormire in una stanzetta con dei letti a castello si mette a piangere manco le avessero detto che avrebbe dovuto dormire sotto a un ponte.
Io ero allibita. Continuavo a urlare e vergognarmi di quello che stavo guardando. Qualcuno nella stanza non mi sopportava più.
E’ un insulto al genere femminile.
Seconda parte del programma. I “secchioni” entrano uno dopo l’altro, si presentano a queste quattro gallinelle che devono decidere chi accaparrarsi.
Bhe, ho visto scene che voi umani non potete neanche immaginare. Io ho sempre creduto che l’intelligenza non sia nella cultura che uno ha. Cioè, certo che quella non guasta ed è comunque necessaria perché ti insegna a pensare, ma intelligenza vuol dire anche essere abbastanza sensibili da capire di non far sentire qualcuno in imbarazzo, non credersi superiori, credere che ci sia qualcosa da imparare da ognuno di noi, insomma ha un po’ a che fare con l’umiltà forse.
Ho visto le menti più chiuse di questo mondo. Come puoi fare la faccia schifata davanti a qualcuno sicuramente più intelligente di te e dire “No, io questo non lo voglio, io non lo voglio uno pelato” e poi girarti, far finta di vomitare e schifare persino di dargli la mano quando tu non sai nemmeno riconoscere che faccia ha Bush (che dico è abbastanza idiota come faccia e dovresti ricordartela) o il Che, o Chennesoio.
Vabè, insomma l’unica cosa che queste povere ragazze sanno fare è ballare. Salgono sulla scrivania e agitano il culo. Poi aspettano il loro turno solo per poter accavallare le gambe alla basic instinct davanti al popolo italiano.
Alle critiche scoppiano in lacrime. Ma io dico…sei cretina? cosa cavolo credi che ti avrebbero riempito di elogi e detto quanto sei bella? “Sei bella come il culo della padella” mi dice sempre mia madre.
Io se fossi nei genitori di una di queste dolci donzelle credo che capirei che è il momento di farla finita. Capisci di essere stato un fallimento no? E capiscilo per favore!
Ma so anche che nessuno lo capirà perché solo da un genitore che ha una visione perversa delle cose può nascere un essere simile.
Ora mentre succedeva tutto questo io mi agitavo.
E’ un insulto, un insulto.
“mazz’ e panell’ fann’ i figli bell’”
Io questo ho imparato.
E crescerle a mazzate sarebbe stato bello.
Perché dietro quei chili di trucco ho visto solo mostruosità.

 E non mi sono mai trovata più d’accordo con la Mussolini che ha sentenziato: dovremmo cambiare il titolo al programma e chiamarlo “La pigna e il secchione".

Boddhale | [ commenti (7)? ]


E ora vorrei parlare della mia capacità di sclerare causa segni grafici su un foglio.
martedì, 05 settembre 2006

Oggi stavo studiando la materia che sarà oggetto del mio ultimo esame. Tale materia corre sotto il nome di urbanistica. Gli architetti dicono che “architettura è urbanistica e urbanistica è architettura” perché in fondo l’architettura dovrebbe andare dal “cucchiaio alla città”, ovvero dovresti essere in grado di affrontare progetti su grande scala come temi su piccola scala, perché l’approccio progettuale in fondo è sempre lo stesso.
Allora, vedete di andarlo a dire a qualcun altro perché è una gran cagata!
Volete dirmi che scegliere quale dovrebbe essere il raggio di curvatura di un cucchiaio è la stessa cosa che scegliere quello di una strada? Andate a dirlo all’automobilista (vedi Elena che a forza di sgridarmi imparo qualcosa anch’io?). Se canni sul secondo sono cavoli amari. Sul primo non è un gran problema, al massimo può non riuscire ad entrarti in bocca ma non è che così muori di fame perché puoi usare sempre le mani per mangiare.
Fatto sta che sono seduta al mio bel tavolino penna alla mano a ricopiare appunti.
Appunti che ho preso al contrario. Che vuol dire? Che sono partita normalmente ma a un certo punto ho girato il quaderno e riempito l’ultima pagina, poi quella precedente e così via. Ora non so a che punto del quaderno ho deciso di far sbocciare questa mia vena creativa. Diciamo che ho voluto rendere il tutto un po’ più emozionante.
Fin qua ancora tutto bene.
Dopo almeno 5 facciate in cui trovavo cose che avevano a che fare con la normativa ho iniziato a dare i numeri.
Se c’è una cosa che non sopporto dopo l’economia è il diritto.
Insomma, Ale prende il cellulare e inizia a scrivere messaggi tipo:

messaggio 1: “Ma io studio giurisprudenza? Mi è venuto un piccolo dubbio visto che qua in ogni pagina che sfoglio la concentrazione dei termini legge, norma e regolamento è altissima! Cioè se credevo di studiare architettura e invece studio legge allora potrei anche credere di essere Ale e non esserlo…voglio dire…qua si tratta di crearmi una crisi d’identità…non è sano, non è sano!”

messaggio 2: “Che poi è come chiedersi se si è grassi o no. Cioè il dato oggettivo c’è ed è il peso. Ma poi c’è pure quello soggettivo. Allora ti chiedi sono grasso o no? Come le anoressiche che hanno una visione di sé che non è realistica. Credono di essere qualcosa che non sono. Quindi potrei avere una visione distorta di me no? Il ragionamento fila!”

messaggio 3: “Vogliamo poi parlare del dato storico-letterario? Pirandello mica era fesso! Lo diceva lui che siamo uno, nessuno e centomila! Potrei essere una che crede di studiare una cosa mentre in realtà c’è un’altra me che studia altro…solo che io non me ne accorgo finchè sono…me! Dovrei uscire da me per vedermi con altri occhi e controllare se è tutto posto!”

messaggio 4: “Se poi ci pensi bene magari è un po’ come la storia di Matrix…siamo dentro un mondo che crediamo reale mentre è solo quello che vogliono farci credere!

Conclusione: io potrei studiare giurisprudenza ed essere una mutante!

 Ora chiedo scusa, scusa a queste povere persone che probabilmente preferirebbero che io non avessi il loro numero in rubrica.
Quando però mi avranno spiegato finalmente il senso dell’urbanistica allora sarò ancora più disponibile a rivedere la mia posizione.

Boddhale | [ commenti (5)? ]


Voglia di maternità? Naaa.
domenica, 03 settembre 2006

Stanotte ho sognato mia figlia. Cioè quella che dovrebbe essere mia figlia, perché, sia ben inteso, io una figlia non ce l’ho!
Avete presente un batuffolino…biondiccia, con due occhioni azzurri e le guanciotte rosa. Stupenda.
E io ero lì che me la portavo in braccio e me la spupazzavo. Ed era bello sentire il calore addosso di qualcuno che puoi dire veramente “tuo”.
E poi si chiamava Emma.
Io non ho mai pensato di mettere a mia figlia il nome Emma e non so da dove mi sia uscito fuori. Comunque ripensandoci non è poi tanto male. Sì, bhe le alternative sono un po’ strane magari ma a me piacciono nomi come Alice, Camilla, Nina, Lisa, Cecilia, Amelia, Matilda (si avete letto bene, non Matilde ma Matilda con la A finale, come quella del romanzo di Roald Dahl, come quella della canzone “Ma-til-da Ma-til-da”), Dolores (così lo puoi abbreviare in Lolita, Dolly, Lo, Lola, come nel romanzo di Nabokov, come in Santa Maradona). Insomma Emma ci sta dopotutto no? E’ un nome di quelli da masticare, non so come spiegarmi.
Vabè. Io non penso di avere figli a breve. Non so neanche che madre sarei, troppo nel mio mondo, troppo svampita…andrebbe a finire che mia figlia me la perderei al supermercato, o magari mi dimenticherei di pensare a cosa deve mangiare. Insomma no, Ale una figlia? Naaa.
Che poi ‘sta qua da dove è uscita? Bionda occhi azzurri.
Io non voglio che mia figlia sia bionda. Io voglio un esserino piccolo e nero. Un po’ come me.
Tutti mi dicono “certo Ale che tu e tua madre vi assomigliate tanto” e io dico sì perché ormai ci ho fatto l’abitudine, cioè se tutti ti ripetono una cosa dopo un po’ inizi a credere sia vera. Però poi quando guardo una foto e mi ci riconosco…bhe allora è tutta un’altra storia. Allora lo senti che è tua madre. E che ti ha lasciato qualcosa.
E io voglio che sia così. Voglio che mia figlia sia mia così.
Perché non mi frega chi sarà il padre.
Tra madre e figlia è diverso.
E allora penso a che nome ci starebbe bene.
Perché la figlia è mia e il nome lo decido io!

Boddhale | [ commenti (11)? ]

 
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