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Quando pronuncio la parola Futuro,
la prima sillaba va già nel passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.
Wislawa Szymborska
Le tre parole più strane
Allora mi chiedo, esistono parole che davvero esprimono quello che pensiamo?
Oppure andiamo avanti solo per convenzioni di linguaggio?
Come fai tu a sapere quello che io dico se devo tradurre il pensiero in parole e tu poi le parole in pensiero? Qualcosa si perde inevitabilmente...
Forse è per questo che esiste la poesia.
Non voglio più prose
voglio solo le rose
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Boddhale
alle 20:47 |
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Mercoledì: fatto un esame, col dottor Pratt, mi ha messo 30 e lode.
Mercoledì: non sono stata al salone del mobile.
Sabato: Film al far east "Handle me with care", morbido e quadrato, thailandese e sottotitolato in inglese, intimo.
Sabato sera: un compleanno, toro alla griglia e dolcetti.
Domenica: abbracciata dalla cinta di un castello a Rive d'Arcano.
Oggi però mi viene da vomitare.
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Boddhale
alle 18:58 |
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e in questo clima di elezioni politiche dico solo una cosa, citando...
Questa Italia non c´è
si è suicidata
si è specchiata troppo
e si è ammalata
si è specchiata nella tele
pensando fosse il mare
e tutti si sono convinti
fosse la sola cosa da fare
spazio al cinema alla musica e alla cultura
basta che sia ad uso interno
praticamente spazzatura
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Boddhale
alle 20:18 |
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Di qui al post scorso ho un anno in più. E quante cose sono successe?
Prima di tutto ci sono stati gli auguri, alcuni inaspettati ma molto graditi. E dei regali vogliamo parlare?
Orbene (visto che ora sono grande è meglio usare un linguaggio forbito):
Chiara e Dario, che parlottavano da settimane, mi hanno regalato le moleskine, quelle sottili e coi fogli tutti bianchi (anzi giallini) che mi piacciono tanto. Pacco da tre perchè la carta si spreca e i disegni anche.
Mio fratello mi ha preso "Il cacciatore di aquiloni", regalo molto inaspettato che mi ha lasciato di stucco, e mi ha fatto davvero felice.
Mia mamma i soldini che sono sempre a secco.
E così la sera dopo mi attende cena fuori con Lui. Quindi mi vesto carina e mi dice che dobbiamo passare a casa sua che s'è dimenticato il portafogli e mi dvuole dare anche il regalo.
Apre la porta e e nel buio vedo ombre e sento urla di buon compleanno. Chi l'avrebbe detto mai. Una festa a sorpresa non me l'avevano ancora mai fatta.
E così ci sono Chiara e Luca e un mazzo di tulipani bellissimi (olè, anche il mio primo mazzo di fiori!), Betta e Luca e Daniela, e una maglia scollatissima viola (per la gioia delle mie tette e un po' meno quella di Lui),
La Fraaa! ("c'è anche la Fra" la prima cosa che ho detto) con il pacchetto della feltrinelli indistinguibile fra gli altri regali. Un libro di poesie (il mio primo, anche questa volta) della Szymborska e scatti di Robert Doisneau. Dario con la nostra foto. E poi il Suo regalo, quasi m'avesse letto nel pensiero, una borsa bianca a tracolla e di pelle morbida.
E Ale senza parole. Contenta che qualcuno si sia ricordato di lei e soprattutto sia lì per lei.
Intanto la vita da ventiquattrenne continua così. NormAle.
Le salta un esame che doveva fare l'8 perchè il dottor Prat ha cancellato la data e lei porta avanti il fardello (ovvero 10 tavole da 45 euro); nel suo zen è ritornata in voga la playlist "aprile", che ascoltava esattamente un anno fa, ma ora con uno spirito forse diverso o forse simile.
Con in prima linea "ballata per la mia piccola iena", seguita da "comica", "country boy", "dentro marilyn", "fortunello", "sempre me" ,"invisibile" ," occhi da orientale", "plastilina" , "questo è il mondo" , "serrande alzate" e per dare la botta finale "strategie".
E poi a maggio andrà a sentire gli After, perchè ha già preso i biglietti.
E ieri sera ha finito di leggere Non ci sono solo le arance (forse per concludere la faccenda di certi sogni strani fatti negli ultimi tempi), ora riprenderà in mano il tomone delle Correzioni di Franzen che le piace sì, ma sarà che certe dimensioni le incutono un certo timore...e poi c'è il nuovo libro da iniziare, e uno vecchio da finire (Cavie, iniziato circa un anno fa e che giace da allora sul comodino,ma ormai credo che rimarrà lì ancora per un po, o ricomincerò dall'inizio. Probabilmente quando avrò finito quel libro avrò capito cosa voglio veramente nella vita).
E visto che quando ho una refex in mano non dò pace a nessuno...questa è la foto che mi soddisfa di più della serata.
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Boddhale
alle 21:15 |
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Non sempre si può stare bene. A volte basta una parola, in una mattinata di luna buona, che la giornata diventa storta.
E allora diventa tutta silenzi, musi lunghi e nervosismo. Nervosismo che si vede sulle mani, nelle gambe, sul viso.
Diventa distruggere qualunque sorriso che ti venga rivolto.
Fino a che non scoppi. Piangi e piangi.
E poi tutto si aggiusta, basta dirsele le cose.
La mia malattia è incapacità comunicativa.
Quale è la vostra cura?
io non so cosa fa star bene le persone
gli umori cambiano
le amicizie passano
le parole invece
le parole rimangono sempre
nella testa e un po' più giù
sugli occhi
sulle dita della mano
sul mignolo sinistro
sulla pelle e nell'ombelico
sono le parole che ti battono in petto
che ti accarezzano o esplodono
sono le parole sulla tua bocca
o quelle che si sfiorano nell'aria
le parole che hai detto e che non ci sono più
quelle che dirai ancora
e che saranno mie di nuovo
sono le parole fra le mie gambe e quelle sulla pancia
sono le parole che vorrei sentirmi dire
e quelle che mi vengono dette
sono le parole che immagino e basta
sono le mie parole e mie rimarranno sempre
finchè la mia mente non verrà formattata.
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Boddhale
alle 12:41 |
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Alle sei di sera Lei esce dall'università, lascia il cappotto sbottonato chè tanto
c'è profumo di primavera
Alle tre di pomeriggio Lei scosta la tenda della sua camera, lascia la luce accesa chè tanto
anche se è marzo nevica
la primavera è finita, cosa rimane?
margherite bagnate e vento gelido
(domani ricominciano i corsi
e ho mal di pancia
appunto per il futuro
diffidare sempre dei coniglietti
fanno male)
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Boddhale
alle 22:41 |
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commenti (8) |
Ebbene sì, dopo circa un anno (anche se in realtà è di più, ma diciamo così per non turbare quelle ragazze per cui ciò che dico è blasfemo) che non andavo dalla parrucchiera, stamattina era arrivata la mia ora (naturalmente non per volontà mia ma per evitare un'altra discussione con mammà).
Scena prima
P(arruccaia): prego, accomodati
Ale (con fare titubante): arrivo...
P: bene, vediamo un po' la situazione...
Ale:...(aspettando la reazione)
P: AAAAAAArgh...ma da quant'è che non li tagli?
Ale: sarà un anno
P: Bhe io direi anche di più
Ale: ...(ma te che cazz ne sai?!)
P: vedi qui le doppie punte? bhe non sono più doppie sono almeno quadruple!
Mammà (in sottofondo, voce fuori campo sempre presente ma poco gradita): ecco sgridala un po' che io le dico sempre così...bla bla bla
Ale: bhe non sono molto amante di queste cose
P: ma qui è grave, perchè poi bla...e se non li curi bla bla...dovresti tagliarli ogni 3 mesi
Ale: (certo così' tu ci guadagni di più, a me cosa me ne va in tasca?)
Scena seconda
P: quando usi l'asciugamano i capelli vanno tamponati...non sfregati
Ale: cosa che faccio abitualmente, per essere veloce
P: si vede, ma poi si spezzano bla bla bla...I tuoi capelli gridano
Ale: (vabè, ho capito l'omino nel cervello ma i capelli no, quelli non li ho mai sentiti gridare)
Scena terza
P: devi usare questo shampoo, e massaggiare la cute, poi questo balsamo, sulle punte, SEMPRE!
Ale: (già, così ogni volta io passo mezz'ora a massaggiarmi la cute, un'altro quarto d'ora a lisciarmi le punte, e in tutto un'ora e mezza di giramento di balle)
Scena quarta
P: te li faccio un po' mossi, così per cambiare un po
Mamma: ah sai cosa mi piacerebbe? qualche meshes
Ale: per l'amor di dio, NO! stai zitta
P: come mai? troppo gialle? troppo arancioni ?
Ale: me le hanno già fatte ma non mi piacevano (troppo schifo)
Scena quinta
P: ok, metti gli occhiali, ti sembrerà un po' strano magari ma stai molto bene
Mamma: oh che belli, stai proprio bene
Ale , inforcati gli occhiali e messi sul naso: Oh, che strana che mi sembro (con la voce spezzata per non piangere...ma voi gli occhi ce li avete?porca p!)
Scena sesta
P: ma mangi carne e frutta?
Ale: ...(ma te hai una laurea come dietista?) si frutta sì ma carne poca
P: devi mangiare più carne
Mammà: e perchè?
P: i capelli parlano, ci vuole ferro
Ale (si e tanta pazienza)
Ale esce sotto la pioggia,continuando a ripetere "che merda", con mammà al seguito, e bottino di:
numero 1 bottiglietta di shampoo idratante
numero 1 contenitore di crema-balsamo
numero 1 acconciatura stile barboncino morto sulla testa
numero 1 conto di 60 euri per tutto ciò
e tanta voglia di arrivare a casa, lavarmi i capelli e disintegrare tutto
con condimento di tante chiacchiere inutlil sopportate, crecando fra le riviste solo i focus chè almeno in parte mi salvo da quel mondo di donnine malate
oggi volevo starmene nel letto
A morte le parruccaie
Hasta la victoria, siempre!
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Boddhale
alle 14:15 |
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Voglio un lavoro ben retribuito!
Assumetemi!
Chi mi assume?
Faccio di tutto e di più
ma retribuitemi
ed assumetemi
voglio essere assunta come ecstasy
MDMA
voglio una vita tranquilla come dice Tricarico
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Boddhale
alle 20:30 |
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commenti (5) |
La cosa bella è che non ero convinta di andare a vedere "into the wild" ma comunque del regista mi fidavo e della colonna sonora anche. Bhe, è uno di quei film che ti vengono in mente anche dopo che sei uscito dalla sala.
E la scena che mi rimane impressa è la foto di un uomo sorridente davanti ad un furgoncino abbandonato e verde. Il magic bus. Un diario, un viaggio e tante persone diverse.
Quando ti dicono "non c'è niente di cui avere paura" tu non ci credi di solito. Ma questo te lo fa capire. Le persone non devono per forza avere un lavoro, dei soldi o un nome sulla carta d'identità per vivere.
La felicità è in tutto, non solo nelle relazioni interpersonali. Eppure hai bisogno di parlare, di leggere ed è così facile farsi voler bene da qualcuno. Io ho sfiorato il massimo della libertà quando sono andata in campeggio, ma non in uno di quei camping organizzati di tutto punto. E comunque non abbondoni tutto per stare lì ma ti porti quintali di roba. Allora ti illudi di essere "isolato" dal resto del mondo. E se vai in giro nudo o ti fai la doccia con una bottiglia d'acqua a nessuno gliene frega.
Sarebbe bello poter andare dove vuoi e abbandonare tutto, tutte le responsabilità e le preoccupazioni.
Ma io di certo non andrei in Alaska.
Sarei resistita al massimo 2 giorni, potendo scegliere di morire per: freddo/ asma da graminacee e piante sconosciute / denutrimento/ divorata da un orso
Noi non siamo animali nella natura quanto lo siamo nella società.
"voglio imparare a stare solo come un animale
guardare in faccia ad ogni pericolo
ma sono un uomo
e non lo posso fare
non sono un animale
respirare, correre, riposare
abbaiare, continuare a far l'amore
invecchiare, morire
ululare, rotolare, correre, dormire, respirare, morire "
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Boddhale
alle 13:57 |
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commenti (8) |
Mi piacciono le parole piccole.
Sono quelle che lasciano intendere tante cose
quante ce n'è dentro ma che non vuoi escano tutte di botto.
Mi piacciono le esplosioni ma mi affascinano di più le implosioni.
Mi piacciono le risposte stringate.
Mi ami? si.
Mi vuoi bene? di più.
Senza fronzoli o discorsi, senza i parliamo del nostro rapporto o del perchè non siamo più amici.
Mi piace un bacio sulla guancia più di due. Quelli ben centrati in mezzo alla guancia, con un simil schiocco senza rumore.
E gli abbracci quelli forti senza vergogna. Mi piace quando mi si spostano i capelli come se il mio corpo fosse una cosa non solo mia. Ma odio che non lo sia per davvero.
Aspetto il concerto dei Subsonica e ancor di più quello dei Bau Bau...
mentre dal tunnel di Silvestri non ci esco più.
Mi piacciono i nomi corti, quelli che si riescono a contrarre in sole 3 lettere.
Mi piacciono ancor d più se poi non si capisce il sesso della persone.
I nomi universali.
Voglio diventare universale.
Quindi mi manca solo l'universo.
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Boddhale
alle 15:24 |
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